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Angelo Pezzana
Israele/Analisi
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Hamas come Arafat 19/03/2006

Ci risiamo. Chi si era illuso che le democrazie occidentali, dopo aver classificato Hamas fra i movimenti terroristici, avessero finalmente capito con chi avevano a che fare, ebbene, aveva sbagliato i propri conti. E’ bastato che Ismail Haniyeh, il designato premier alla guida del prossimo governo palestinese, si rivolgesse ai media occidentali con un linguaggio che vorremmo definire in “stile Arafat”, perchè quasi tutti i nostri giornali cadessero come allocchi nella rete che il furbo Haniyeh aveva teso. Sarà utile ricordare in cosa consisteva lo “stile Arafat”. Il defunto Grande Corruttore,  responsabile delle disastrose condizioni nelle quali aveva tenuto il suo popolo per quarant’anni, aveva inventato una tecnica politico-linguistica che si era rivelata di grande successo. Nei suoi proclami Arafat usave sempre due lingue. L’inglese quando si rivolgeva agli occidentali,e lì non la finiva più di masticare la parola pace, un po’ come fanno ancora oggi i catto-verdi-noglobal-comunisti di casa nostra. Pace con l’America, pace con l’Europa, pace con Israele, e giù con i vari Madrid, Camp David, Oslo, mai ha mancato un’occasione per dichiararsi pronto a firmare qualsiasi accordo pur di arrivare allo Stato palestinese con relativi accordi con lo Stato ebraico. Baci, abbracci, inviti da tutti i capi di stato, Vaticano compreso, accoglienze calorose nei parlamenti europei, dove veniva ricevuto con il tappeto rosso anche se si presentava armato fino ai denti. Arafat era l’uomo della pace, guai a scrivere il contrario, si passava per antidemocratici, sionisti (per anni è stato un insulto), amici di Israele e dell’America e quindi nemici del popolo palestinese. I nostri laudatores di Arafat erano ciechi e sordi quando li si invitava a guardare in faccia al rais quale egli era davvero, un corruttore, che per quarant’anni si era intascato i soldi che sarebbero dovuti andare ai palestinesi mentre finivano sui suoi conti esteri. Macchè, Arafat era il leader che cercava la pace e non l’otteneva perchè i cattivi israeliani in realtà non la volevano. Nessuno ha dimenticato la demonizzazione che per anni ha colpito l’immagine di Sharon sui nostri giornali. Smesso l’inglese, cosa faceva Arafat quando si riappropriava dell’arabo ? Si rivolgeva ai suoi e diceva tutto il contrario. Che la guerra santa continuava finchè Gerusalemme non fosse caduta in mano palestinese, che gli shaid, i martiri, erano gli eroi della guerra di liberazione, organizzava tramite le brigate di Al Aqsa, che dipendevano direttamente da lui, le stragi di civili (salvo poi condannarle subito dopo nei suoi messaggi in inglese), giocava insomma su due tavoli da grande esperto nel gioco delle tre carte. Avremmo dei dubbi sulla buona fede di quelli che gli davano retta, complici  della credibilità che è stato così capace di crearsi in mezzo mondo.

Quel gioco sporco lo sta riproponendo oggi Hamas, degno erede della politica di Arafat. “Ora spero di firmare la pace con Israele” titolavano ieri molti giornali, prestando fede cieca,pronta e assoluta alle dichiarazioni “in inglese” di Ismail Haniyeh. Il quale aggiungeva pure che non aspettava altro che di essere inviatato da Bush, chele  sue mani non grondavano sangue, che mai aveva organizzato attentati e che non avrebbe mai permesso a suo figlio di diventare un martire. Un elenco che non tiene conto della realtà del movimento terrorista che lui sta per rappresentare in parlamento e che contraddice quanto Hamas ha detto sino a ieri e che continua ad affermare attraverso il suo statuto che tutti conosciamo e che esclude il diritto di Israele ad esistere in una terra che deve essere non per due Stati ma dominata da uno solo, quello che Hamas si presta a guidare. Da come si è espresso in inglese, il gioco gli è riuscito. Chissà quanti tra i nostalgici di Arafat tireranno un respiro di sollievo. Finalmente la commedia è ripartita, se ci saranno ancora stragi sarà di nuovo colpa di Israele che non vuole acconsentire alle richieste di Hamas. Terroristi ? ma no, non avete sentito Ismail Haniyeh che parla di pace ? L’ha detto in inglese, ma per la lunga schiera dei pacifisti a senso unico è sufficiente.


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